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Paragrafo 4 . L'Europa nord-orientale e la crisi polacca.

     
Contemporaneamente alla guerra di successione spagnola,  che  ebbe  il
suo fulcro nell'Europa centro-meridionale, in quella nord-orientale fu
combattuto un lungo conflitto fra Danimarca, Svezia, Polonia e  Russia
per  il  possesso delle aree adiacenti al Baltico ed il controllo  del
vasto commercio che vi si svolgeva.
     Le  fasi  iniziali  della guerra, dovuta  all'iniziativa  del  re
polacco  Augusto  secondo  di  Sassonia  (1697-1733),  che  desiderava
strappare alla Svezia alcuni territori baltici, videro dei travolgenti
successi svedesi contro la coalizione polacco-russo-danese, conseguiti
grazie  all'abile  condotta del sovrano Carlo dodicesimo  (1697-1718),
soprannominato l'"Alessandro del nord". Ma nel 1709, sulla  spinta  di
queste   prime  vittorie,  egli  volle  tentare  un'impresa  irta   di
difficolt, che sarebbe stata fatale per tutti coloro che, in  futuro,
l'avrebbero ritentata: l'invasione della Russia. Dopo essere penetrato
con  il suo esercito in territorio russo, il re di Svezia fu costretto
dalla  ritirata  strategica ordinata dallo zar ad  allontanarsi  dalle
proprie basi e, circondato da forze preponderanti mentre assediava  la
citt di Poltava, venne duramente sconfitto e dovette rifugiarsi fra i
turchi, nemici tradizionali della Russia. Segu una serie di offensive
contro  i  domini  di Carlo dodicesimo in Germania e sul  Baltico,  ad
opera della Danimarca, della Russia e di altri stati coalizzati in una
lega  antisvedese. Nel 1718 il re di Svezia, che nel 1715 aveva  fatto
ritorno  in  patria con una romanzesca cavalcata attraverso  l'Europa,
riusc  a  formare  un nuovo esercito e a riprendere  l'offensiva,  ma
rimase  ucciso  in  battaglia.  La Svezia,  sconfitta  militarmente  e
indebolita  da  problemi di successione (Carlo  dodicesimo  non  aveva
eredi),  fu costretta alla pace. I vari trattati sottoscritti  fra  il
1719  e  il 1721 costarono alla Svezia la perdita di tutti i territori
posseduti sul continente, a vantaggio della Prussia, della Danimarca e
soprattutto della Russia. Perso il predominio sul Baltico,  la  Svezia
attravers  un  periodo  caratterizzato  dalla  decadenza  del  potere
monarchico. Al suo posto emergeva prepotentemente la Russia, la quale,
grazie  alle  riforme  statali di Pietro il Grande,  si  apprestava  a
diventare, insieme alla Prussia, la potenza egemone dell'Europa  nord-
orientale.
     Mentre  la  Svezia  si  ritirava progressivamente  nei  territori
scandinavi,
     
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     la  Polonia, che per due secoli aveva costituito con la  Lituania
un  vasto  e  prestigioso  regno, non solo  diventava  oggetto  di  un
conflitto  di  risonanza europea, ma si avviava ad un inarrestabile  e
drammatico declino, che sarebbe infine sfociato nella scomparsa  dello
stato  polacco  come  entit autonoma. Nel  corso  di  tre  successive
spartizioni  (1772,  1793, 1795), il regno di  Polonia  sarebbe  stato
infine  suddiviso fra Russia, Prussia ed Austria, nonostante un eroico
tentativo  di  insurrezione popolare guidata  da  Tadeusz  Kosciuszko,
rimanendo in un tale stato di sudditanza fino al 1918.
     
     [Cartina non riportata: La spartizione della Polonia nel 1772].
     
     La  debolezza politica e militare dello stato polacco, dovuta  al
carattere elettivo della sua monarchia ed al potere disgregatore della
nobilt,  aveva  determinato una crescente influenza nei  suoi  affari
interni delle grandi potenze, come Svezia, Russia, Prussia, Austria  e
Francia.  Ciascuna di esse appoggiava un proprio candidato  al  trono,
corrompendo o minacciando i membri della Dieta preposta all'elezione.
     
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     [Cartina non riportata: La spartizione della Polonia nel 1793].
     
     Gi  l'avvento al trono dell'elettore di Sassonia Augusto secondo
nel  1697, era avvenuto con il manifesto appoggio dell'Austria,  della
Prussia  e  della  Russia. In seguito alle iniziali  vittorie  svedesi
nella  guerra  del  nord,  che avevano provocato  l'occupazione  della
stessa  Polonia,  si  era  verificato un  cambiamento  dinastico,  con
l'imposizione  di  Stanislao primo Leszczynsky  (1704-1709).  Dopo  la
sconfitta  subta  dagli  svedesi a Poltava,  Augusto  era  tornato  a
regnare,  ma  Stanislao primo, rifugiatosi in Francia, si era  intanto
rafforzato,  imparentandosi  con  Luigi  quindicesimo,  che  ne  aveva
sposato la figlia.
     Alla  morte  di  Augusto secondo, avvenuta  nel  1733,  Stanislao
aveva  riproposto  la propria candidatura, appoggiato  dalla  Francia.
Davanti  all'insistenza dell'Austria, che premeva per  la  candidatura
del  figlio  di  Augusto  secondo, Augusto Federico,  i  francesi  non
esitarono  a  dichiarare guerra all'imperatore,  affiancati  da  Carlo
Emanuele terzo di Savoia, cui era stato promesso lo stato di Milano, e
dalla  Spagna,  che  ambiva sempre ad espandersi in  Italia.  Le  fasi
militari della guerra, che si svolsero in gran parte in Italia, furono
piuttosto brevi (1733-1735), ma vennero seguite da anni di complesse e
puntigliose  trattative. Le risoluzioni della pace di Vienna,  firmata
nel  1738,  al  fine  di  accontentare i contendenti  e  di  mantenere
l'equilibrio, finirono per smistare principi e regnanti da  una  parte
all'altra dell'Europa come fossero le pedine di una scacchiera,  senza
tener conto degli interessi nazionali.
     Cos,  se  il  sassone Augusto Federico, con il nome  di  Augusto
terzo, ascese al trono polacco (1733-
     
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     [Cartina non riportata: La spartizione della Polonia nel 1795].
     
     1763),  al  suo rivale, il polacco Stanislao, venne assegnato  il
ducato  di  Lorena, da sempre conteso tra Francia ed  impero,  con  la
clausola  che  alla sua morte esso sarebbe passato  alla  Francia.  Il
titolare del ducato di Lorena, Francesco Stefano, marito dell'erede al
trono  imperiale, Maria Teresa, e perci poco gradito ai  Borbone,  fu
"sistemato" nel granducato di Toscana, dove intanto si era estinta  la
dinastia medicea. L'impero d'Austria, infine, dovette cedere il  regno
di Napoli a Carlo di Borbone, figlio del re di Spagna Filippo quinto e
di  Elisabetta  Farnese, ottenendo in cambio  il  ducato  di  Parma  e
Piacenza. Ai Savoia andarono Novara, Tortona e le Langhe.
